Lenti a Contatto e Microplastiche: l’Inquinamento Invisibile che Nessuno Considera

Il legame tra lenti a contatto e microplastiche è un problema serio.  Le butti nel water o nel lavandino dopo averle tolte? La maggior parte delle persone lo fa. Eppure ogni singola lente a contatto usa e getta è un piccolo pezzo di plastica non biodegradabile che, una volta disperso nell’ambiente, ci mette centinaia di anni a scomparire — se mai lo fa davvero.

Primo piano artistico di una lente a contatto su un dito che riflette l'inquinamento da plastica negli oceani.

Non è una di quelle notizie catastrofiche che sembrano lontane. È qualcosa che accade in bagno, ogni giorno, in milioni di case. Eppure pochissimi ne parlano. In questo articolo ti spieghiamo cosa succede davvero a quelle lentine trasparenti dopo che le togli dagli occhi, cosa dice la scienza, e soprattutto cosa puoi fare tu.

Quante lenti a contatto usiamo davvero?

Nel mondo si stima che circa 140-150 milioni di persone indossino lenti a contatto. Solo negli Stati Uniti, i portatori sono circa 45 milioni. In Italia si parla di oltre 2 milioni di utenti abituali, con una netta preferenza per le lenti giornaliere usa e getta — quelle più comode, certo, ma anche le più problematiche dal punto di vista ambientale.

Fai un calcolo veloce: se una persona usa una coppia di lenti al giorno, in un anno produce 730 lenti da smaltire. Moltiplicalo per milioni di persone. Il volume è enorme — eppure questo rifiuto non ha una filiera dedicata, nessun simbolo sul packaging, nessuna campagna di sensibilizzazione diffusa.

Di cosa sono fatte le lenti a contatto

Le lenti a contatto moderne — in particolare quelle in silicone-idrogel, le più diffuse oggi — sono composte da polimeri sintetici complessi: silicone, acrilati, metacrilati e altre molecole plastiche studiate per essere morbide, permeabili all’ossigeno e biocompatibili con l’occhio umano.

Il fatto che siano progettate per stare a contatto con uno degli organi più delicati del corpo dice tutto sulla loro resistenza. Non si degradano facilmente. Non sono biodegradabili. E quando si frammentano — per usura, per azione dei raggi UV, per forze meccaniche — non spariscono: diventano microplastiche, particelle sempre più piccole invisibili a occhio nudo.

Dove finiscono le lenti a contatto che butti negli scarichi

Una lente a contatto usa e getta che sta per cadere nello scarico del lavandino, illustrando l'errore comune di gettarle nel water o nel lavabo.

Questo è il punto più sottovalutato. Uno studio pionieristico dell’Arizona State University (Halden et al., pubblicato su Environmental Science & Technology Letters) ha stimato che negli USA ogni anno tra 6 e 10 tonnellate metriche di lenti a contatto finiscono nelle acque reflue attraverso wc e lavandini. In Italia, con oltre 2 milioni di portatori, la proporzione è altrettanto significativa.

Il problema è che gli impianti di depurazione delle acque non sono progettati per trattenere oggetti così piccoli e flessibili. I microrganismi presenti negli impianti di trattamento attaccano i polimeri delle lenti, degradandoli e frammentandoli in particelle ancora più piccole — le microplastiche — che superano indisturbate i filtri e finiscono nei fiumi, nei laghi e nel mare. A quel punto vengono ingerite dal plancton, dai molluschi, dai pesci. E risalgono la catena alimentare.

💡 Lo sapevi? Il 19% dei portatori di lenti a contatto ha l’abitudine di gettarle nel water o nel lavandino. Una percentuale che, moltiplicata per i numeri globali, produce ogni anno circa 23 tonnellate di lenti disperse nelle acque reflue.

Fonte: Arizona State University – Studio sull’impatto ambientale delle lenti a contatto (2018)

Le microplastiche entrano nell’occhio: cosa dice la scienza

Fotografia macro di un occhio umano che mostra particelle microscopiche di plastica sulla superficie oculare e nell'umor vitreo.

C’è un aspetto ancora più inquietante, emerso solo di recente: le microplastiche non si limitano a inquinare l’ambiente esterno. Possono accumularsi nell’occhio stesso — nell’umor vitreo, il gel trasparente che riempie il bulbo oculare.

Uno studio del 2024 condotto dai ricercatori dello Zhujiang Hospital di Guangzhou (Cina) su 49 pazienti con patologie retiniche ha trovato nel loro umor vitreo oltre 8.500 particelle, di cui circa 1.700 identificate come microplastiche (nylon, PVC, polistirene) di dimensioni inferiori ai 50 µm — invisibili, ma presenti.

La domanda che i ricercatori si pongono è: da dove vengono queste particelle? Le ipotesi includono l’aria che respiriamo, i cibi che mangiamo, ma anche — e questo è particolarmente rilevante per i portatori di lenti — il rilascio diretto durante l’uso quotidiano delle lenti stesse.

Gli studi scientifici che confermano il problema

Rappresentazione al microscopio di una lente a contatto che si frammenta in polimeri sintetici e microplastiche non biodegradabili.

Nel 2023, un team di ricercatori della Hohai University e della Nanjing University ha pubblicato su Environmental Science & Technology (ACS Publications) uno studio che ha cambiato il modo di guardare a questo problema. Utilizzando microscopia elettronica a scansione (SEM) e spettroscopia a infrarossi (FTIR) — le tecniche più avanzate disponibili — i ricercatori hanno dimostrato che:

  • Le lenti a contatto, esposte alla luce solare per un periodo equivalente a 30-90 giorni di utilizzo, rilasciano microplastiche nell’intervallo tra 1 e 100 µm
  • Le lenti con vita più breve — le giornaliere e le mensili — rilasciano più microplastiche rispetto a quelle a lunga durata
  • Una stima calcolata su 10 ore di utilizzo al giorno porta a circa 90.698 particelle di microplastiche rilasciate in un anno da un singolo paio di lenti

Un numero che, di per sé, potrebbe sembrare astratto. Ma pensaci: quelle particelle vengono rilasciate a diretto contatto con il tuo occhio, mentre stai guardando fuori dalla finestra, leggendo uno schermo, facendo sport.

Fonte: PubMed ID 37267077 – Hohai University & Nanjing University (2023)

E in Italia? La situazione nel nostro Paese

In Italia uno studio scientifico peer-reviewed specificamente dedicato alle microplastiche da lenti a contatto usa e getta non esiste ancora. Il tema è quasi completamente assente dal dibattito pubblico.

Esiste però il progetto europeo MICRO-ALPS, coordinato da Certottica (Belluno), che si concentra sulle microplastiche generate dalla lavorazione delle lenti da vista. Hanno rilevato che fino al 50% della massa originale della lente diventa rifiuto durante la molatura, finendo nelle acque reflue.

Fonte: Progetto MICRO-ALPS – Certottica (aggiornato 2026)

Come smaltire correttamente le lenti a contatto usa e getta

Una lente a contatto abbandonata che galleggia nel mare tra i detriti, confondendosi con il plancton e le meduse.

La buona notizia è che bastano pochi gesti consapevoli per fare la differenza. Ecco le regole fondamentali per smaltire correttamente le lenti a contatto e il loro packaging, per ridurre l’impatto di lenti a contatto e microplastiche sull’ambiente:

🚫 Cosa NON fare (mai)

  • Non buttarle nel water: superano i filtri dei depuratori e finiscono nei fiumi.
  • Non buttarle nel lavandino: stesso problema.
  • Non buttarle nell’organico o nella plastica: la composizione mista le rende non riciclabili nelle filiere standard.

✅ Cosa fare: la guida pratica

  • Le lenti usateRifiuto indifferenziato (secco).
  • Il blister di plasticaRaccolta plastica.
  • La linguetta di alluminio → Dipende dal tuo comune (spesso vetro/lattine o plastica).
  • La scatola di cartoncinoCarta.
  • Il liquido di conservazione → Nel lavandino.
  • I flaconi della soluzionePlastica.

🌍 Un’alternativa virtuosa

Esiste il programma internazionale Bausch + Lomb ONE by ONE Recycling Program con TerraCycle (attivo in USA/UK). In Italia non è ancora strutturato, ma chiedi al tuo ottico di fiducia se aderisce a iniziative simili di ritiro dell’usato.

💡 Consiglio pratico

Tieni un piccolo contenitore (come un barattolino) vicino al lavandino. Metti lì le lenti usate e svuotalo nell’indifferenziata quando è pieno. È un gesto automatico che salva il mare.

Piccole abitudini, grande differenza

Le lenti a contatto usa e getta sono un inquinamento “invisibile”. La scienza parla chiaro: rilasciano microplastiche, sopravvivono ai depuratori e si accumulano nella catena alimentare (e nei nostri occhi).

Il passo più semplice? Smettila di buttarle nello scarico. Sembra banale, ma se lo facessero tutti i portatori in Italia, eviteremmo tonnellate di plastica nelle nostre acque.


Domande frequenti

Le lenti a contatto usa e getta si buttano nella plastica?

No. Vanno nel rifiuto indifferenziato perché composte da polimeri misti non riciclabili. Il blister va nella plastica, la scatola nella carta.

Si possono buttare le lenti nel water?

Assolutamente no. I depuratori non le bloccano; si frammentano in microplastiche e finiscono in mare, dove vengono ingerite dai pesci.

Le lenti sono biodegradabili?

No. Sono progettate per resistere all’ambiente oculare e non si degradano naturalmente, ma si frammentano in particelle microscopiche.

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