MIDO 2026: presentate a Milano le tendenze eyewear del futuro


Si è svolta oggi, 28 gennaio 2026, presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, la conferenza stampa di presentazione di MIDO 2026, la fiera internazionale dell’eyewear che aprirà i battenti il 31 gennaio a Fieramilano Rho. Un evento che quest’anno si preannuncia straordinario, con 1.300 espositori da 50 paesi, oltre 40.000 visitatori attesi e più di 400 giornalisti accreditati da tutto il mondo. A condurre l’incontro la giornalista Mia Ceran, con gli interventi di Lorraine Berton, Presidente MIDO e ANFAO, e della reporter internazionale Giovanna Botteri.
MIDO 2026: i numeri di una fiera in crescita


MIDO si conferma l’appuntamento di riferimento mondiale per il settore ottico ed eyewear. L’edizione 2026 registra una crescita significativa rispetto agli anni precedenti, con numeri che testimoniano la vitalità e l’attrattività della manifestazione:
- 1.300 espositori, di cui 270 italiani
- 140 nuovi brand al debutto in fiera
- Presenze da 50 paesi di tutto il mondo
- 7 padiglioni e 8 aree espositive tematiche
- Oltre 20 workshop tecnici e formativi
- Più di 40.000 visitatori previsti in tre giorni
- Oltre 400 giornalisti accreditati dalla stampa internazionale
La manifestazione si svolgerà dal 31 gennaio al 2 febbraio 2026 negli spazi di Fieramilano Rho, confermandosi vetrina privilegiata per il Made in Italy e piattaforma di business per l’intera filiera dell’occhialeria mondiale.
Le parole di Lorraine Berton: MIDO come cultura del dialogo


Nel suo intervento introduttivo, Lorraine Berton, Presidente di MIDO e ANFAO, ha sottolineato il valore profondo della manifestazione, che va ben oltre la dimensione commerciale. MIDO rappresenta una storia lunga decenni, costruita attraverso il lavoro di aziende, persone e operatori che hanno affrontato insieme sfide e successi. Secondo Berton, il segreto del distretto italiano dell’eyewear risiede nella capacità di dialogo, confronto e contaminazione tra realtà di dimensioni diverse, tutte accomunate dalla stessa visione e dagli stessi valori.
Presiedere una manifestazione di questa portata significa rappresentare non solo un settore industriale, ma la vita quotidiana di migliaia di persone e portare nel mondo un prodotto straordinario che solo le mani italiane sanno realizzare. Il vero punto di forza, ha ribadito Berton, è il lavoro di squadra che coinvolge grandi e piccole aziende in un ecosistema collaborativo unico nel panorama industriale italiano.
Giovanna Botteri: guardare al futuro con ottimismo e coraggio


L’intervento della giornalista Giovanna Botteri ha portato una prospettiva più ampia, sottolineando l’importanza di affrontare le sfide globali con ottimismo consapevole e senza paura. Secondo Botteri, l’unico modo per vincere le sfide di un mercato complesso è continuare ad andare avanti, guardando non al prossimo anno ma a ciò che il settore sarà tra dieci, vent’anni.
L’occhiale, ha ricordato Botteri, è un simbolo universale, indossato da tutti, in ogni età, con o senza sole. Fare di questo oggetto una sfida culturale e industriale significa trasformarlo in un vero e proprio “cavallo di Troia” per conquistare il mondo con i valori italiani. La capacità degli attori del settore eyewear di dialogare e collaborare efficacemente rappresenta un’arma potentissima per affermare sul mercato globale le proprie regole e le proprie idee.


Di fronte a un mercato sempre più difficile e competitivo, la risposta non può essere abbassare l’asticella, ma al contrario alzare ancora di più il livello: prodotti sempre migliori, sempre più performanti, basati sul lavoro delle persone e su competenze sempre più qualificate. Guardare in alto, pensare in alto, volare sempre più in alto, investendo in ricerca, innovazione e nella capacità di accogliere giovani talenti e nuove idee. Questa, secondo Botteri, è la strada del Made in Italy.
Tendenze eyewear MIDO 2026: identità, materia e visione
Durante la conferenza stampa è stato presentato anche il trend report MIDO 2026 a cura di Alessandra Albarello, che traccia le linee guida stilistiche e concettuali delle collezioni eyewear in arrivo. Il tema centrale è l’identità, esplorata attraverso un apparente paradosso: siamo ciò che siamo, ma siamo anche ciò che vorremmo diventare.
In un contesto globale segnato da contraddizioni e frammentazioni, l’occhiale diventa luogo di libertà, autenticità e semplicità. Non più solo accessorio estetico o funzionale, ma spazio emotivo e culturale capace di influenzare la percezione di sé e degli altri, condensando passato, presente e futuro. L’heritage assume un ruolo centrale non come imposizione, ma come base narrativa da cui sviluppare linguaggi contemporanei capaci di creare empatia e vicinanza.
I tre macro-temi delle tendenze MIDO 2026
Le collezioni presentate a MIDO 2026 si articolano attorno a tre filoni principali, che dialogano con design, architettura, arte e natura, aprendo nuove geografie fisiche e mentali.
Water Lights: purezza ed essenzialità
Il primo tema è caratterizzato da un desiderio di purezza ed essenzialità che prende forma attraverso trasparenze, perimetri inconsistenti e giochi di luce. La materia si alleggerisce, si stratifica, si apre a effetti prismatici e caleidoscopici che richiamano l’acqua, i fondali marini e i minerali. La luce diventa elemento dinamico, capace di trasformare colore e volume, creando una relazione sensibile tra occhiale, volto e ambiente. È una visione liquida e luminosa dell’eyewear, dove il prodotto sembra dissolversi pur mantenendo presenza e personalità.
Magma: materia oltre i limiti
Il secondo filone esplora la materia oltre i suoi limiti, in un dialogo profondo con la natura e gli archetipi. Forme organiche, primigenie e talvolta estreme seguono le vibrazioni minime del mondo naturale. È una ricerca che attraversa il confine tra visibile e invisibile e che, grazie a tecnologie sensibili e avanzate, trasforma l’astrazione in esperienza concreta. Le montature diventano sculture che evocano terre vulcaniche, superfici laviche, elementi primordiali, in un linguaggio formale potente e distintivo.
Carnet de Voyage: il Grand Tour contemporaneo
Il viaggio diventa metafora identitaria nel terzo tema, dove le collezioni raccontano un Grand Tour contemporaneo che attraversa culture, tradizioni artigianali e paesaggi urbani. Simboli antichi, calligrafie, archivi reinterpretati e atmosfere delle grandi città si intrecciano con il design – in particolare quello scandinavo – e con l’architettura, suggerendo nuove soluzioni formali e costruttive. Dalle dune del Sahara ai territori vulcanici dell’Islanda, dal Giappone alla Scandinavia, passando per l’Italia e le capitali creative come Milano e Londra, le collezioni attingono a un immaginario globale ma profondamente radicato.


Materiali: sostenibilità e innovazione al centro
Uno dei punti più rilevanti del trend report riguarda l’evoluzione dei materiali verso circolarità e responsabilità ambientale, dando forma a un nuovo lusso artigianale e contemporaneo. Bioplastiche, resine vegetali, acetati riciclati e bioacetati convivono con materiali naturali e soluzioni altamente innovative.
Cresce la sperimentazione su materiali alternativi derivati da fonti inaspettate: conchiglie, vinaccioli e persino acetato di cellulosa recuperato dai mozziconi di sigaretta. Parallelamente, torna centrale il metallo – in particolare titanio, acciaio e alluminio riciclati – scelto per leggerezza, resistenza e capacità di interagire con la luce, con l’inserimento puntuale di metalli preziosi come elemento progettuale distintivo.
Forme: il ritorno delle icone reinterpretate
Nel segno del timeless, le forme iconiche dell’eyewear – pilot, cat-eye, panto, navigator, mascherine e flat-top – vengono reinterpretate attraverso nuove lavorazioni e proporzioni. Le montature presentano geometrie pulite, spesso genderless e inclusive, con linee morbide, spigoli smussati e volumi o spessori ridotti.
Emerge un approccio scultoreo e architettonico orientato alla sottrazione e alla precisione costruttiva, che lascia spazio anche a montature semirimless e rimless, anche in versione oversize. Il design diventa minimalista senza rinunciare alla personalità, privilegiando la qualità costruttiva e l’attenzione al dettaglio.
Palette cromatica: la nuova sobrietà
La palette cromatica delle collezioni MIDO 2026 segue una nuova sobrietà, privilegiando crystal, nero, marroni profondi e avana, affiancati da tonalità naturali come miele, beige, khaki e verde. Compaiono anche blu, rosso, burgundy, grigi e rosa in versioni desaturate e minerali, con occasionali accenti più audaci come il giallo o il rosa shocking.
Ciò che rende unici questi colori sono le lavorazioni materiche, le stratificazioni e le finiture speciali, che trasformano tonalità apparentemente classiche in superfici ricche di profondità e sfumature. La palette riflette il desiderio di naturalezza e autenticità, ma anche la capacità di sorprendere attraverso il dettaglio e la qualità esecutiva.
Accessori: estetica e sostenibilità integrate
Gli accessori completano il racconto estetico e sostenibile delle collezioni, diventando parte integrante del progetto. Astucci in materiali vegani, biodegradabili o riciclati si affiancano a soluzioni multifunzionali pensate per ridurre gli sprechi.
Parallelamente, catene, catenelle e clip-on assumono un ruolo estetico e pratico sempre più rilevante, trasformando l’occhiale in un oggetto sempre più visibile, modulabile e coordinato allo stile personale. L’accessorio diventa elemento espressivo, capace di personalizzare e arricchire l’esperienza d’uso dell’eyewear.
Riferimenti culturali e ispirazioni geografiche
Le collezioni MIDO 2026 si muovono tra paesaggi naturali e urbani, suggestioni culturali e memorie collettive. Dalle dune del Sahara ai territori vulcanici dell’Islanda, dal Giappone alla Scandinavia, passando per l’Italia e le capitali creative come Milano e Londra, l’eyewear attinge a un immaginario ricco e stratificato.
Tornano riferimenti all’arte, al Futurismo, alle atmosfere degli anni ’60, ’70 e ’90 e agli inizi del Novecento, con aviatori ed esploratori come icone senza tempo. Design, architettura e cultura visiva si fondono in collezioni che guardano alle origini e, allo stesso tempo, aprono nuove geografie fisiche e mentali.
MIDO 2026: appuntamento dal 31 gennaio al 2 febbraio


La fiera aprirà ufficialmente i battenti venerdì 31 gennaio 2026 e proseguirà fino a domenica 2 febbraio negli spazi di Fieramilano Rho. Tre giorni intensi di business, networking, formazione e scoperta delle novità che definiranno il mercato eyewear nei prossimi mesi.
Per chi opera nel settore – ottici, distributori, buyer internazionali – MIDO rappresenta l’occasione imperdibile per toccare con mano le collezioni, incontrare i brand, partecipare ai workshop tecnici e cogliere le tendenze che guideranno il mercato. Ma anche per chi ama gli occhiali e vuole scoprire in anteprima stili, materiali e novità tecnologiche, MIDO è un punto di riferimento assoluto.








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